L’ULTIMO SALUTO DI CHIARA
1667 109. Nella settimana in cui Francesco passò
da questa vita, Chiara,- prima pianticella dell'Ordine delle
sorelle e badessa delle Sorelle Povere del monastero di San
Damiano in Assisi, emula di Francesco nel conservare intatta
la povertà del Figlio di Dio -, era anch'essa gravemente
inferma. E temeva di spegnersi prima del Santo. Affranta,
ella piangeva e non riusciva a darsi pace pensando che non
avrebbe più visto Francesco, suo unico padre dopo Dio,
lui che la confortava nello spirito e nel corpo, che l'aveva
fondata per primo nella grazia del Signore. E tramite un frate,
Chiara fece conoscere a Francesco questa sua ansietà.
Il Santo, informato della cosa, ne fu tutto commosso, perché
amava Chiara e le sue sorelle con amore di padre, per la vita
santa che conducevano e soprattutto perché, con l'aiuto
del Signore, era stato lui a convertirla a Dio con i suoi
consigli pochi anni dopo l'arrivo dei primi frati. La conversione
di Chiara aveva procurato molta edificazione non solo alla
comunità dei frati ma alla intera Chiesa di Dio.
Francesco, sapendo che non poteva esaudire in quel momento
il desiderio ch'ella aveva espresso di vederlo, per essere
entrambi gravemente malati, le mandò in scritto la
sua benedizione al fine di confortarla; la assolse altresì
da tutte le eventuali mancanze alle direttive e volontà
di lui e inadempienze agli ordini e voleri del Figlio di Dio.
Inoltre, onde sollevarla da ogni tristezza e consolarla nel
Signore, Francesco, o meglio lo Spirito di Dio che parlava
in lui disse al frate inviatogli da lei: «Va' e porta
questa lettera a donna Chiara. Le dirai che lasci cadere ogni
angoscia e mestizia causata dal fatto che adesso non può
vedermi. Sappia in verità che, prima del suo trapasso,
tanto lei che le sue sorelle mi vedranno ancora e ne trarranno
la più grande consolazione».
1668 Poco tempo appresso Francesco, durante la notte
passò da questa vita. Allo spuntar del mattino venne
l'intera popolazione di Assisi, uomini e donne con tutto il
clero tolsero la salma venerata dal luogo della Porziuncola
e tra inni e cantici, ognuno recando in mano una fronda di
albero, portarono quel corpo santo, per disposizione divina
fino a San Damiano. Così fu compiuta la predizione
fatta dal Signore per bocca di Francesco, a conforto delle
sue figlie e ancelle.
Fu levata via la grata di ferro dalla finestra attraverso
cui le monache ricevono la comunione o, talora, ascoltano
la parola di Dio. I frati alzarono la salma di Francesco dalla
lettiga e la tennero a lungo sulle loro braccia accanto alla
finestra, così che donna Chiara e le sue sorelle ne
provarono una consolazione profonda, sebbene fossero tutte
in pianto e afflitte dal cordoglio, poiché Francesco
era stato per loro, dopo Dio, l'unica consolazione a questo
mondo.